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martedì 8 novembre 2011

Femme Du Cinquième – Tante Ambizioni Dissolte

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: Prossimamente
REGIA: Pawel Pawlikowski
SCENEGGIATURA: Pawel Pawlikowski
ATTORI: Ethan Hawke, Kristin Scott Thomas, Samir Guesmi, Joanna Kulig, Delphine Chuillot, Geoffrey Carey

FOTOGRAFIA: Ryszard Lenczewski
PAESE: Francia, Gran Bretagna, Polonia 2011
GENERE: Drammatico, Thriller
DURATA: 83 Min
FORMATO: Colore



Tratto dal Romanzo Margit di Douglas Kennedy (Sperling e Kupfer)
In concorso al Festival di Roma 2011




Trama:

Lo scrittore americano Tom Ricks (Ethan Hawke) si reca a Parigi nel disperato tentativo di rimettere in sesto la sua vita e riconquistare l’amore dell’ex moglie e di sua figlia, trasferite nella capitale francese. Le cose non vanno secondo i suoi piani e l’uomo, per sbarcare il lunario, si ritrova a lavorare come guardiano notturno in un losco albergo di periferia. Quando incontra Margit (Kristin Scott Thomas), una bella e misteriosa sconosciuta, inizia con lei una strana relazione: si vedranno solo due volte a settimana a casa della donna, e senza sapere nulla dei rispettivi passati. La loro intensa e profonda relazione, però, innesca una serie di inspiegabili eventi tragici, come se una forza oscura stesse prendendo il controllo della vita di Tom e chiunque gli abbia fatto del male nel passato viene colpito dal destino. Perciò la polizia comincia a insospettirsi, e Harry si ritrova in un incubo dal quale non sa come uscire.




Commento:

L’ultima fatica del regista polacco Pawel Pawlikowski  (My Summer of Love) è un thriller psicologico sul significato della perdita e sulla solitudine con un convincente Ethan Hawake che comunque non fa decollare una sceneggiatura piatta e inconcludente. L’affascinante romanziere interpretato dal bravissimo Ethan con un ottima interpretazione in lingua francese è l’unica nota lieta in una pellicola veramente poco incisiva. La sceneggiatura sembra quasi sempre più inciampare su se stessa, dove le varie sequenze oniriche che si susseguono alla realtà del protagonista non risultano per nulla amalgamate al resto dell’evoluzione della trama. Con il solo protagonista caratterizzato in maniera impeccabile, nei minuti finali il film perde del tutto l’incisività acquistata nei primi minuti con una narrazione sempre meno convincente che finisce con più di un rimpianto per quello che poteva essere ma non è stato.


Pro.
Ottimo come sempre Ethan Hawake.

Contro.
Sceneggiatura intricatissima anche per lo stesso sceneggiatore.
Un solo personaggio caratterizzato come si deve.



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