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martedì 8 novembre 2011

Babycall – Voglio fare 1 film no forse 5 o 6

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: Prossimamente
REGIA: Pal Sletaune
SCENEGGIATURA: Pal Sletaune
ATTORI: Noomi Rapace, Kristoffer Joner, Henrik Rafaelsen

FOTOGRAFIA: John Andreas Andersen
MONTAGGIO: Jon Endre Mørk
MUSICHE: Fernando Velázquez
PAESE: Germania, Norvegia, Svezia 2011
GENERE: Thriller
DURATA: 100 Min
FORMATO: Colore

 

In concorso al Festival Internazionale dei Film di Roma 2011



Trama:

Anna e suo figlio Anders, di 8 anni, per sfuggire al padre violento del bambino si trasferiscono in un luogo segreto, all’interno di un enorme condominio. Anna teme che il suo ex-marito possa trovarli e compra un Babycall, affinché Anders sia al sicuro mentre dorme e lei possa ascoltarne suoni e rumori dall’altra stanza. Dall’apparecchio, però, echeggiano strani gemiti che sembrano provenire da altre parti dell’edificio: Anna ascolta quello che crede sia l';omicidio di un bambino. Nel frattempo, Anders incontra una misteriosa presenza infantile che appare e scompare. Sa qualcosa dei suoni provenienti dal Babycall? Perché c'è del sangue su un disegno di Anders? Madre e figlio sono ancora in pericolo?



Commento:

Il secondo psicothriller che ho avuto modo di vedere alla sesta edizione del festival di Roma è addirittura peggiore del precedente.  Stranamente anche in questo caso l’ottima prova della protagonista non migliora per nulla una pellicola poco personale e assolutamente incolore. Di fatto la buonissima prova della Noomi Rapace a suo agio nel interpretare donne disturbate e distrutte da violenza domestica, ha convito la giuria ad assegnare a lei il premio Marc’Aurelio come migliore attrice. La Rapace riesce bene nel interpretare una donna terrorizzata dalla violenze del passato che vive perennemente in uno stato di ansia e ossessività nei confronti di suo figlio.  Purtroppo non viene aiutata da una sceneggiatura che progressivamente aggiunge sempre più argomenti e punti interrogativi ad uno spettatore che non sa più che pesci prendere. Il film mostra buchi di trama interminabili e cerca di venirne a capo con un finale che vuole sembrare tragico ma invece è tragicomico. Il ritmo lento delle classiche produzioni scandinave infine non aiuta minimamente uno scorrere prolisso e incompiuto. Aiutiamo Noomi Rapace contro il fantasma interiore di Lisbeth Salander.


Pro.
Noomi Rapace.


Contro.
Troppi film in uno.




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