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sabato 3 marzo 2012

Take Shelter – Mettersi al riparo

Giudizio Film 
GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: Jeff Nichols
SCENEGGIATURA: Jeff Nichols
ATTORI:Michael Shannon, Jessica Chastain, Katy Mixon, Shea Whigham, Kathy Baker, Ray McKinnon, Lisa Gay Hamilton, Robert Longstreet, Stuart Greer, Guy Van Swearingen.
FOTOGRAFIA: Adam Stone
MONTAGGIO: Parke Gregg
MUSICA: David Wingo
PRODUZIONE: Tyler Davidson
DISTRIBUZIONE: Grove Hill Productions
PAESE: USA 2011
DURATA: 121 Min
FORMATO: Colore

Sito Ufficiale




Trama: 

Curtis LaForche è un uomo tranquillo che vive in una piccola cittadina dell'Ohio, assieme alla moglie Samantha e alla figlia Hannah, sorda dalla nascita. La famiglia LaForche conduce una vita modesta, Curtis è operaio mentre Samantha è casalinga e sarta part-time, ma il denaro per le spese quotidiane e l'assistenza sanitaria di Hannah non basta mai, ciò nonostante sono una famiglia felice. Un giorno Curtis inizia ad avere delle terribili visioni su violente tempeste, che decide di tenere per se. Ma con l'aumentare delle visioni, l'uomo inizia a comportarsi in modo ossessivo, arrivando a costruire un rifugio nel cortile per proteggere la sua famiglia dalle minacciose tempeste. Il comportamento apparentemente inspiegabile di Curtis genera tensioni nel suo matrimonio e conflitti con gli altri abitanti della comunità.  (Fonte)


Commento:

Un uomo come tanti, una bellissima moglie, la sua dolcissima bambina e un lavoro onesto che gli garantisce un ottima assistenza medica (l’America cura solo chi se lo può permettere). Una vita tranquilla scossa da un incubi ricorrenti di pericolo per lui e i suoi cari.  Una tempesta spaventosa è in arrivo, realtà o schizofrenia??  Curtis LaForche sente che c’è qualcosa che non va. 


Lo sviluppo centrale della pellicola è tutto incentrato sulle paure vere o presunte del protagonista principale. Figlio di un ritmo lento ma non esageratamente dilatato, il film cova dentro di se pazientemente il gusto dell’attesa.  Una suspense increscendo, un evento, qualcosa di drammatico sta per accadere..l’attesa e la tensione sale. Cresce anche l’attenzione dello spettatore, i dubbi che assalgono Curtis sono gli stessi posti al di là dello schermo. Verità? Illuminazione? Schizofrenia?? Il personaggio interpretato da un perfetto Michael Shannon (Curtis LaForche) inizia un deterioramento della propria realtà, gli incubi si fanno tangibili si fondono alla vita reale, la mente vacilla. 


Deve proteggere la propria famiglia. Razionalmente intuisce che potrebbe essere afflitto da “Schizofrenia Paranoide”, malattia che da anni tormenta sua madre, tuttavia decide di correre in due diverse direzioni. La minaccia è da debellare, deve intervenire. Per curare se stesso (psichiatra) e difendere la sua famiglia (costruire un rifugio anti tempesta) la sua sanità mentale è a rischio sta dilagando verso un deterioramento della sua vita. Allontana gli amici, gli affetti è l’inizio del caos. 


I punti di forza della seconda pellicola firmata da Jeff Nichols, giovane regista da tenere d’occhio, sono il senso di catastrofe imminente,il ritmo moderatamente compassato, servito da una regia attenta e minimalista che gioca su tagli imponenti  tra spazi chiusi e campi aperti, il tutto sorretto da una accompagnamento sonoro ansiogeno e una scrittura narrativa praticamente perfetta. I volti degli attori sono veri protagonisti della pellicola prima ancora dei loro corpi, delle loro convincenti interpretazioni.  


Una bravissima Jessica Chastain conferma quanto di buono già visto nei suoi precedenti ruoli, una spalla perfetta al superbo Michael Shannon  padrone indiscusso della scena con la rappresentazione di uomo in difficoltà e drammaticamente tormentato. Dolcissima la piccola Tova Stewart che interpreta Hannah la figlia sordomuta della coppia. 


Un dramma travestito da thriller dove il regista ci trascina alle porte della periferia americana  in un contesto quanto mai attuale fatto di crisi economica e inquinamento ambientale che sono la causa principale del degrado che la nostra generazione sta vivendo. Un mondo sempre più vicino all’apocalisse al collasso esistenziale negli occhi di un solo uomo. In tutto questo il film si prende anche il lusso di rappresentare il significato della parola Amore. Da vedere assolutamente.


Pro.
Sceneggiatura.
Michael Shannon, interpretazione praticamente perfetta.
Clima claustrofobico completamente riuscito.

Contro.
Effetti visivi in CGI low - budget.
Un film forte, forse non per tutti.











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