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venerdì 22 giugno 2012

Le Plaudi della Morte – Le profonde paludi dell’anima

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 15/06/2012
GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: Ami Canaan Mann
SCENEGGIATURA: Don Ferrarone
ATTORI: Sam Worthington, Jeffrey Dean Morgan, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Stephen Graham, Jason Clarke.

FOTOGRAFIA: Stuart Dryburgh
MONTAGGIO: Cindy Mollo
MUSICHE: Dickon Hinchliffe
PRODUZIONE: Forward Pass, Gideon Productions, Infinity Media, QED International, Watley Entertainment
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: USA 2011
DURATA: 105 Min
FORMATO: Colore 

Sito Italiano

Presentato in concorso al Festival di Venezia 2011


Trama:

Ispirato a eventi reali, il film racconta la storia del detective Mike Souder (Sam Worthington), agente della Omicidi in una cittadina texana, e del suo partner, Heigh (Jeffrey Dean Morgan), un poliziotto appena arrivato da New York, alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un'area paludosa chiamata "Killing Fields". Nonostante la scena del crimine sia fuori dalla loro giurisdizione il detective Heigh si sente in dovere di indagare su questi terribili omicidi. L'assassino intanto cambia le "regole del gioco", stuzzicando i due detective e lasciando una serie di indizi sulla scena del crimine. Quando scompare una ragazzina del posto, Anne (Chloe Grace Moretz) i due detective iniziano una lotta contro il tempo per trovare l’assassino e salvarle la vita.


Commento:

Seconda opera alla regia per Ami Canaan Mann figlia del grandioso Michael Mann (che figura tra i produttori del film) dopo il poco conosciuto “Morning” (2001) inedito in Italia. Stilisticamente parlando buon sangue non mente. Ami gira con il giusto grado di attenzione, tramite il suo occhio attento ci addentriamo in strade dimenticate popolate solo da alberi spogli che fanno da cornice a campi abbandonati, paludi  in uno spazio infinito di nebbia e tenebra. E' un Texas profondamente tetro quello proposto, una messa in scena di sicuro impatto grazie anche alla bellissima fotografia di Stuart Dryburgh. 


L’atmosfera cupa e tragica si fonde alle vite dei protagonisti, esistenze squallide, violente e contorte perennemente scolpite da una pioggia impervia. Un connubio sull’essenzialità della Vita e della Morte che purtroppo non convince. I troppi personaggi non riescono a infondere il giusto grado di drammaticità all’opera. La sceneggiatura è appesantita da troppe sottotrame, alcune sono addirittura lasciate a metà. Cattivi che si rivelano dopo pochi minuti, cambi di direzione senza epilogo. Personaggi creati, caratterizzati e poi lasciati alle interpretazioni dello spettatore. La società contorta e malata descritta, soffre di una raffigurazione compulsiva e risulta inferiore in spessore alla ghettizzazione di pellicole come “Un Gelido Inverno”. 


I personaggi risultano poco originali e fini a se stessi. La storia è dura tuttavia non convince, un progetto pretenzioso fermato narrativamente all’embrione. Le interpretazioni risultano convincenti, ma nessuna è veramente degna di segnalazione. Bellissime alcune scene come l’irruzione nella una casa di una giovane donna, altre poco convincenti come la sparatoria finale. Nelle paludi dove i protagonisti rischiano di affondare rimangono purtroppo invischiati gli spettatori poco liberi di muoversi nel piattume di una narrazione pretenziosa ma poco elaborata. 


La Mann dimostra comunque buonissime intuizioni nel girato, lasciando forse troppo spazio al suggestivo scenario e poco ai contenuti. Resta la capacità di saper disegnare un ottima atmosfera desolante dove l’ambientazione e il cast lavorano duramente per una pellicola falciata dalle sue stesse ambizioni. Almeno a mio avviso in un thriller la trama, il soggetto e la caratterizzazione dei personaggi sono essenziali, se non reggono l’opera perde abbondantemente gran parte del suo fascino.


Pro. 
Alcuni spunti interessanti.
Atmosfera putrida e desolante magnificamente rappresenta.
 

Contro. 
Sceneggiatura frammentata.
Plot poco approfondito.
 




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