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lunedì 1 agosto 2011

Norwegian Wood - Il Film

Giudizio Film 

USCITA CINEMA: Prossimamente
REGIA: Tran Anh Hung
SCENEGGIATURA: Tran Anh Hung
ATTORI: Rinko Kikuchi, Kenichi Matsuyama, Kiko Mizuhara
FOTOGRAFIA: Pin Bing Lee
MUSICHE: Jonny Greenwood
PRODUZIONE: Asmik Ace Entertainment, Fuji Television Network, Toho Company
PAESE: Giappone 2010
GENERE: Drammatico, Sentimentale
DURATA: 133 Min
FORMATO: Colore 2.35 : 1
Sito Ufficiale
Soggetto:  tratto dall'omonimo romanzo di Haruki Murakami (ed. Einaudi)
Note: In concorso al Festival di Venezia 2010

Trama:

Tokyo, 1969. Watanabe, un tranquillo e serio studente universitario, incerto su come gestire i rapporti con le persone accanto a sé, prova una profonda devozione nei confronti di Naoko, una bella e introversa giovane donna che conosce dai tempi del liceo. Ma la loro passione reciproca è segnata dalla tragica morte del loro migliore amico Kizuki, avvenuta anni prima. Watanabe percepisce un senso di morte ovunque si trovi, mentre Naoko sente che una parte essenziale di sé è andata perduta per sempre. La sera del ventesimo compleanno di Naoko, i due giovani fanno finalmente l'amore. Tuttavia, poco dopo, Naoko decide di lasciare l'università e Watanabe non ha più modo di vederla. È in quel momento che Midori, una ragazza che è l'esatto opposto di Naoko – estroversa, vivace, sicura di sé – irrompe nella vita di Watanabe...


Commento:

Personalmente credo di essere tra i pochi (tanti?) spettatori che amano scindere in partenza la trasposizione di un libro dal film. Ritengo sia assolutamente impossibile per il regista e sceneggiatore di turno rappresentare in pellicola le mille emozioni personali di ogni singolo lettore.  Come diceva Nietzsche  “Un'interpretazione scientifica del mondo, come l'intendete voi, potrebbe essere pur sempre una delle più sciocche”. Ci sarà sempre chi è scontento per qualcosa. Certo se il protagonista nel testo muore e nel film si prepara un panino, nutro le mie perplessità. Ma se trapassa in giardino invece che al Bar non mi creo grossi problemi.


Compito ingrato il passaggio di un libro come questo di Murakami in pellicola. Un romanzo così pieno di eventi significativi, capace di far sognare, piangere e riflettere intere generazioni. La rappresentazione di una generazione schiacciata dal peso della vita, un popolo che ancora oggi vive di crisi di incertezza future più di chiunque altro. Il regista vietnamita Tran Anh Hung  autore di pellicole immense come “Il profumo della papaya verde” e “Cyclo” ben si adatta in un contesto di oppressione giovanile dove il fulcro principale per sua scelta sono i sentimenti.


Denso di immagini di sicuro effetto con primi piani, luci e colori immersi  in paesaggi spesso ricchi di silenzi e rumori di fondo, il film non smette mai di ritagliarsi momenti di riflessione, risultando in certi punti anche forzatamente formale, traducendo in cinema forti emozioni. Naturalmente trasportare l’intero libro in 2 ore era impossibile e si sono fatte delle scelte dolorose come personaggi privi di caratterizzazione come Reiko o una Midori purtroppo poco presente, senza dimenticare il tralascio di punti importanti come il quadro socio-politico.


Valutazioni che in parte hanno lacerato la spontanea di lettura che si respira tra le pagine del romanzo. Eppure non mi sento di bocciare questa pellicola che regala emotività coagulato anche da una colonna sonora di sicuro impatto confezionata da Jonny Greenwood, noto ai più per essere il chitarrista dei Radiohead e con la partecipazione dei Can. Ottime interpretazioni di  Rinko Kikuchi (Naoko) già apprezzata dal pubblico europeo in Babel di  Iñárritu e Ken'ichi Matsuyama famoso per le sue partecipazioni nei film live-action anime come Nana e Death Note.


Credo che il miglior modo per approcciarsi e guardare questo film sia dimenticasi del libro o quanto meno prenderne le distanze.  La pellicola è lontanissima dai fasti un opera epocale, eppure come già detto regala sensibilità impalpabile  mostrando benissimo una generazione schiantata dal peso della realizzazione futura.


Pro.
Colonna sonora eccezionale.
Ottima rappresentazione di una generazione schiacciata dal peso della vita.

Contro.
Lontanissimo dai fasti del Libro.






Il Libro: NORWEGIAN WOOD

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui. 

Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Con La fine del mondo e il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Einaudi ha pubblicato Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground , Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood (Tokyo Blues), L'uccello che girava le Viti del Mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora e I salici ciechi e la donna addormentata

1 commento:

  1. sono d'accordo veramente dura approcciarsi a un capolavoro della letteratura universalmente riconosciuto...tuttavia evitando confronti inutili che lasciano il tempo che trovano devo dire che la pellicola regala diversi momenti di intensità assoluta, ad esempio una trasposizione veramente toccante della figura di Hatsumi. Fotografia tanto poetica da ricordare a tratti 'lezioni di piano', colonna sonora magistrale nel perfetto bilanciamento fra citazioni del passato e suggestioni del presente, che dire decisamente un gran bel film...tuttavia la maestosità del libro di Murakami rimane lì, ancorata dentro i nostri cuori...

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