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martedì 10 gennaio 2012

This Is England – Dio salvi la regina!

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 26/08/2011
REGIA: Shane Meadows
SCENEGGIATURA: Shane Meadows
ATTORI: Stephen Graham, Thomas Turgoose, Jo Hartley, Andrew Shim, Joe Gilgun, Jack O'Connell, Kieran Hardcastle, Andrew Ellis, Vicky McClure, Rosamund Hanson, Sophie Ellerby, Chanel Cresswell, Danielle Watson, George Newton, Perry Benson, Frank Harper

FOTOGRAFIA: Danny Cohen
MONTAGGIO: Chris Wyatt
MUSICHE: Ludovico Einaudi
PRODUZIONE: Warp Films
DISTRIBUZIONE: Officine UBU
PAESE: Gran Bretagna 2006
GENERE: Drammatico
DURATA: 100 Min
FORMATO: Colore 35 MM

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Trama:

L'11enne Shaun vive in una cittadina dell'Inghilterra del nord. Cresciuto solo con la madre e senza una figura maschile di riferimento, Shaun è colmo di rabbia e dolore. Il suo passaggio dall'infanzia all'adolescenza avviene nell'estate del 1983 ed è segnato dall'incontro con un gruppo di Skinheads che lo accoglie tra le sue fila.
 


Commento:

Non è bastata la vittoria al Festival del cinema di Roma (Premio Speciale della Giuria 2006), ci sono voluti altri 5 anni di anticamera per ottenere la distribuzione italiana di questo grandissimo film.  Un clamoroso successo dal quale sono state tratte anche due mini serie televisive This is England 86 e 88 ambientate rispettivamente 3 e 5 anni dopo con gli stessi personaggi.  


Una pellicola viscerale, autorevole che prende spazio e possesso dello spettatore in breve tempo, un pugno in pieno volto scagliato con violenza. Alla sua terza prova cinematografica il regista Shane Meadows fotografa una parte della recente storia inglese, un paese in piena guerra per le isole Falkland sotto il controllo del governo di Margaret Thatcher. 


In questo scenario si muove Shaun un bambino di 12 anni che disilluso dalla perdita del padre e deriso dai sui compagni, entra in una piccola banda di presunti Skinhead, ragazzi che si atteggiano alla violenza tuttavia anche loro vittime di una nazione che sembra aver completamente dimenticato i bisogni del proprio popolo. Il giovane protagonista, interpretato magnificamente dal piccolo (al tempo)  Thomas Turgoose, conoscerà così l’amicizia, troverà un posto nel mondo fatto di appartenenza e segni di riconoscimento. 


Sarà però l’arrivo di Combo ex-componente della banda reduce da anni di galera a distruggere questo breve soggiorno di pace.  Sorprendente la credibilità del personaggio di Combo, interpretata da un bravissimo Stephen Graham . Un film che lascia parlare le immagini più di quanto facciano le parole, un messaggio esplicito che avvicina fin dal titolo il tema del razzismo al nome di uno stato, come se il razzismo sia qualcosa che si respira nell’aria tra le strade della periferia anglosassone. 


Tuttavia il regista non mette in scena un puro e semplice discorso di liberismo incontrollato e xenofobia diffusa. Meadwos traccia e marchia a fuoco le vite di questi ragazzi disillusi e in cerca di un posto nella società. Tecnicamente parlando il film si muove con un buon ritmo, lento e compassato ma assolutamente carico di tensione emotiva, con una fotografia fredda che richiama in ogni inquadratura quel gelido vento freddo figlio delle terre del nord e una caratterizzazione dei personaggi solida e ben bilanciata, interpretata ottimamente da tutto il cast. 


Atmosfera british anni 80 che non può non portare alla mente pellicole come Trainspotting, con lunghe sequenze accompagnate da un colonna sonora assolutamente sublime. Il regista inglese si muove tra le orme di Leigh e Loach, striscia tra le ragioni del razzismo, vissuto come protesta e condizione di vita. La crisi di una generazione, il disagio di chi sente abbandonato a se stesso. Questo è grande cinema. 


Pro.
Caratterizzazione dei personaggi credibile e reale.
Interpretazione dei protagonisti eccezionale.
Colonna sonora spettacolare.


Contro.
Soggetto ampiamente analizzato in altre pellicole. Lo stile fa' la differenza.








 

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