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sabato 11 febbraio 2012

Hugo Cabret – Dal treno dei fratelli Lumière agli occhialini 3D

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 03/02/2012
GENERE: Avventura, Fantastico
REGIA: Martin Scorsese
SCENEGGIATURA: John Logan
ATTORI:
Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Ray Winstone, Emily Mortimer, Johnny Depp, Christopher Lee, Michael Stuhlbarg, Helen McCrory, Jude Law, Richard Griffiths, Frances de la Tour, Angus Barnett, Eric Moreau.

FOTOGRAFIA: Robert Richardson
MONTAGGIO: Thelma Schoonmaker
MUSICHE: Howard Shore
PRODUZIONE: GK Films
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: USA 2011
DURATA: 125 Min
FORMATO: Colore 3D - 1.85 : 1

Sito Italiano
Tratto dal libro La straordinaria invenzione Hugo Cabret di Brian Selznick (Mondadori)
 
Trama: 

Hugo Cabret è un ragazzino orfano che vive da solo nei meandri di una stazione ferroviaria parigina negli anni Trenta. Dopo essersi imbattuto in un macchinario da ricostruire e in una ragazza eccentrica, il ragazzino entrerà in contatto con un anziano e misterioso gestore di un negozio di giocattoli, finendo risucchiato in una magica e misteriosa avventura. Hugo Cabret racconta l'avventura di un ragazzo pieno di inventiva, che mentre cerca la chiave per far luce su un segreto legato alla vita di suo padre, finisce per migliorare quella delle persone che lo circondano, trovando inoltre un luogo che può chiamare finalmente casa.


Commento:

La favola di Hugo come parabola per percorrere un viaggio attraverso le meraviglie del cinema. Un cost to cost  dagli schermi in bianco e nero del cinema muto della Parigi degli anni 30 ai moderni schermi con tanto di occhialini 3D dei nostri giorni. Scorsese omaggia la settima arte partendo dai pionieri come i fratelli Lumière inventori del proiettore cinematografico tra i primi cineasti della storia per parlare di George Mèliès il padre degli effetti speciali, di numerose tecniche cinematografiche come il montaggio, il trucco della sostituzione. Fu uno dei primi registi a usare l’esposizione multipla, la dissolvenza e il colore (dipinto a mano su pellicola).  


Il film non spiega completamente tutti questi aspetti ma li mostra uno per uno in un viaggio cinematografico senza precedenti (almeno per quello che ricordo) in un avventura chiamata cinema. Papà Georges (Méliès) interpretato magnificante da Ben Kingsley, è più di Hugo, il personaggio portante del racconto, dove Hugo è la chiave per farlo attivare. La sua vita anche se raccontata in modo romanzata non è poi così differente dalla realtà. Un complesso meccanismo di un sofisticato orologio, come gli ingranaggi nel film. 


L’innovazione o riciclo tecnologico moderno che risponde al nome di 3D si presta come mai fino ad ora al servizio e alla funzionalità del racconto,  rapisce l’occhio calando lo spettatore dentro le peripezie e imprevedibili punti di vista (ho quasi avuto le vertigini nella scena dell’orologio) e pianisequenza da urlo.  Nulla da eccepire sulla ricercatissima messa in scena.  Un racconto di formazione non solo sotto l’aspetto storico cinematografo. Un bambino che matura e cresce nel corso della storia, la vita vista dagli occhi della scoperta ma anche da quelli disincantati di un uomo ormai stanco. 


In tutta sincerità questa non è tutta farina del sacco del grandissimo regista di origini italiane. Scorsese deve tutto alla fervida immaginazione di Brian Selznick creatore del libro illustrato “La straordinaria Invenzione di Hugo Cabret” da dove è tratto il film.  Buonissime le interpretazioni  del duo protagonista  Chloe Moretz e Asa Butterfield e assolutamente geniale I'ispettore della stazione ferroviaria di Sacha Baron Cohen, un chiaro omaggio alle origini del cinema. Nota particolare di merito all’immortale Christopher Lee, che continua a segnare il nostro cinema anche con piccole parti. Sarà sempre nei nostri cuori. 


Un film per ogni età, una lezione di cinema alla quale forse possiamo rimproverare di compiacersi, a tratti un po’ troppo, con scene che sembrano create per conquistare l’Academy. Tuttavia resta una meraviglia per gli occhi e per l'anima. Una pellicola da portare nelle scuole, da far vedere ai propri figli al cospetto dei grandi classici Disney e Miyazaki. Grazie a Geoge Mèliès possiamo ancora sognare ad’occhi aperti oggi come ieri, ieri come domani.


Pro. 
Realizzazione tecnica Straordinaria.
Come tutto è iniziato^^
Un film per tutti da vedere e rivedere ad ogni età.
 
Contro. 
In alcune scene c'è un po’ troppo autocompiacimento ma non è detto che sia un male.




Georges Méliès

Nacque e morì a Parigi, dove la sua famiglia aveva una piccola impresa manifatturiera di scarpe.

Come prestigiatore e illusionista dirigeva il Teatro Robert-Houdin (già del celebre Eugene Robert-Houdin) a Parigi, dove erano messi in scena spettacoli di magia, intervallati talvolta da proiezioni di lanterna magica e persino del kinetoscopio di Thomas Edison. Presente alla prima rappresentazione cinematografica del 28 dicembre 1895, rimase colpito dall'invenzione dei Fratelli Lumière. Intuendo le potenzialità del nuovo mezzo nell'intrattenimento e nella realizzazione di giochi di prestigio, cercò di farsi vendere un apparecchio, ma al rifiuto degli inventori se ne fece costruire una copia dal suo ingegnere. I suoi primi film imitavano quelli dei Lumière (Partie de cartes), ma presto trovò un proprio stile, trasferendo nel cinema i trucchi del suo mestiere, filmando rappresentazioni di spettacoli d'intrattenimento. Nel film Escamotage d'une dame chez Robert-Houdin si vede per la prima volta un trucco possibile solo con la macchina da presa, cioè una donna che nascosta sotto un telo viene fatta sparire, interrompendo la ripresa, facendola andare e riprendendo a filmare come se non ci fosse stato nessun intervallo: si tratta del più antico esempio di montaggio nel cinema (1896).

Nel 1897 attrezzò uno studio a Montreuil, uno dei primi teatri di posa cinematografici. Si trattava di una superficie enorme (17 metrix66), che univa i pregi di uno studio fotografico (illuminazione di luce naturale grazie al tetto "a serra") a quelli di un grande palcoscenico teatrale. Gli attori (spesso lo stesso Méliès) recitavano di fronte a scenografie appositamente dipinte, secondo la tradizione delle esibizioni di magia e del teatro musicale.

Diresse più di 1500 film tra il 1896 e il 1914, di durata variabile tra uno e quaranta minuti, dei quali ci sono pervenuti poco più di cinquecento, alcuni frammentari. Per quanto riguarda il soggetto, i suoi film erano spesso simili agli spettacoli di magia che Méliès usava tenere, con trucchi ed eventi impossibili, come oggetti che scompaiono o cambiano dimensione.
Il suo film più noto è Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune), del 1902. Questo, come altri film, richiamano direttamente o indirettamente l'opera di Jules Verne, e sono considerati i primi film di fantascienza. Il film fu il primo successo cinematografico mondiale e anche uno dei primissimi casi di pirateria: degli agenti di Thomas Edison corruppero il proprietario di un teatro a Londra per ottenere una copia di Viaggio nella Luna, dalla quale Edison stampò centinaia di copie per proiettarle a New York, senza pagare nulla a Méliès.

Nel suo film Le manoir du diable si possono rintracciare le origini del cinema horror. Tra il 1900 e il 1912 il successo di Méliès fu strepitoso, influenzando profondamente gli operatori già attivi (Thomas Edison e gli stessi Lumière) e dando un contributo fondamentale alla genesi del linguaggio cinematografico per gli autori futuri.

Già dopo il 1909 la produzione subì un calo, per via del pubblico divenuto più esigente in fatto di narratività e coerenza.

Nel 1913 la Star Film, la compagnia cinematografica di Méliès, andò in bancarotta a causa delle politiche commerciali: Méliès vendeva le copie dei suoi film una per una, ma non percepiva nessun diritto d'autore per le singole proiezioni; per cui, paradossalmente, mentre i suoi film spopolavano in Europa e in America, era costretto a impegnarsi economicamente per creare continuamente nuove pellicole, che però iniziarono ad essere ripetitive, compassate, ridicole, perdendo l'interesse del mercato.

Realizzò alcuni film per la Pathé, ma con l'arrivo della guerra venne definitivamente estromesso dalla produzione cinematografica.

In seguito Méliès tornò a dedicarsi solo agli spettacoli di magia con le repliche dei suoi film al Robert-Houdin, fino a che il teatro non venne demolito per aprire il Boulevard Haussmann.

Nel 1925 ritrovò una delle sue principali attrici, Jeanne d'Alcy che aveva un chiosco di dolci e giocattoli alla stazione di Paris-Montparnasse. I due si sposarono e si occuparono insieme del chiosco. Fu qui che il giornalista Léon Druhot, direttore del Ciné-Journal, lo incontrò, facendolo uscire dall'oblio. La sua opera fu infatti riscoperta dai surrealisti che organizzarono per lui una retrospettiva, la prima retrospettiva cinematografica della storia. Nel 1931 ricevette la Legion d'Onore direttamente dalle mani di Louis Lumière.

Nel 1932 grazie all'interessamento di un sindacato cinematografico, ricevette una pensione e si ritirò in una casa di riposo per artisti a Chateau D'Orly. Morì nel 1938 e fu sepolto al cimitero di Père Lachaise a Parigi. (Fonte)

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