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sabato 11 febbraio 2012

Millienium - Uomini che odiano le Donne – Il remake che migliora l’originale

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 03/02/2012
GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: David Fincher
SCENEGGIATURA: Steven Zaillian
ATTORI: Daniel Craig, Stellan Skarsgård, Rooney Mara, Robin Wright, Christopher Plummer, Steven Berkoff, Goran Visnjic, Yorick van Wageningen, Joely Richardson.

FOTOGRAFIA: Jeff Cronenweth
MONTAGGIO: Kirk Baxter, Angus Wall
MUSICHE: Trent Reznor, Atticus Ross
PRODUZIONE: Scott Rudin Productions, Yellow Bird Films
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
PAESE: USA 2012
DURATA: 158 Min
FORMATO: Colore
VISTO CENSURA: VM14

Sito Italiano

Trama:

Il giornalista di successo Mikael Blomkvist, aiutato della giovane e ribelle hacker Lisbeth Salander accetta un incarico dal ricco industriale H. Vanger: indagare sulla scomparsa della nipote Harriet, avvenuta quarant'anni prima. Da allora, ogni anno un misterioso dono anonimo riapre la vicenda. Dopo mesi di ricerche, Blomkvist e Salander scopriranno la sconvolgente ed inaspettata verità.

  
Commento: 

Chi scrive ha apprezzato piacevolmente l’originale primo capitolo svedese di Niels Arden Oplev sebbene la trasposizione cinematografica tratta dall’omonimo best-seller di Stieg Larsson tutto era tranne che perfetta. Il progetto originale tecnicamente parlando è molto più simile ad un prodotto televisivo ben realizzato che alla controparte da grande schermo. I tempi dilatati, i mezzi ridotti della produzione scandinava oltre ad una struttura narrativa non perfetta minavano non poco un prodotto comunque ben confezionato e piacevole.  


Era lecito fanne un remake?? Secondo me si, anche con la buona riuscita da parte di Oplev, decidere di  realizzare un remake con tempistiche e realizzazioni vicine ai gusti del grande pubblico era lecita.  Naturalmente non era necessario ma quando dietro alla macchina da presa si siede il principe dei thriller moderni hollywoodiani non si può non essere felici della sua realizzazione.  Fincher supera l’opera svedese mostrando una pellicola molto più funzionale sotto l’aspetto narrativo, non sono presenti cali di ritmo, la sceneggiatura è scritta oggettivamente meglio e i dialoghi risultano più ficcanti. Tutto è ben oliato per defluire  fino al, sicuramente più riuscito, finale. 


Nulla da eccepire sulla regia e sulla fotografia dove è stato fatto un ottimo lavoro in fase tecnico visiva e lo si capisce fin dai riuscitissimi titoli di testa con un incalzante  “Immigrant Song” dei Led Zeppelin in sottofondo, nella versione cover di Karen O., Trent Reznor e Atticus Ross autori anche della buonissima colonna sonora del film. Sotto il profilo puramente carismatico Daniel Craig svernicia completamente il pur bravo Michael Nyqvist nel ruolo dello scrittore investigativo Mikael Blomkvist. 


Nella parte più attesa dai fan ovvero Lisbeth Salander, personaggio che ha donato grande fama ai lineamenti spigolosi della bravissima Noomi Rapace, è stata scelta la giovane Rooney Mara già apprezzata nel precedente lavoro di Fincher “The Social Network”. La prova della Mara risulta perfettamente azzeccata  ed efficace, un'ottima interpretazione premiata con una candidatura ai prossimi Oscar. 


La proposta a stelle e strisce cattura in maniera assolutamente migliore l’essenza del romanzo, ponendo un accento più autoriale  rispetto al lavoro quasi didascalico di Oplev. Molte delle scene  del film sono le stesse (giustamente visto che la trama è la stessa) tuttavia indubbiamente la pellicola di Fincher aggiunge più spessore alla personalità e alla vita dei protagonisti, inserendo punti del libro come la figlia di Blomkvist, il gatto, il ritrovamento del tutore travolto da un Ictus da parte di Lisbeth e tante altre piccole caratteristiche completamente assenti nella produzione scandinava. Quindi non regge poi molto la critica che del copia e incolla. Il regista statunitense rende completamente giustizia al romanzo molto più di quanto non faccia il buon prodotto originale svedese. Un remake che vince su tutta la linea soprattutto perché la pellicola di Oplev punta quasi esclusivamente sulla forza del personaggio di Lisbeth lasciando alle vicende e al resto della ciurma un ruolo marginale.  



Pro. 
Migliora e di molto l’originale.
Realizzazione tecnica eccellente.
 

Contro. 
La storia e la stessa ma la classe del regista e di altro spessore.








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