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giovedì 29 marzo 2012

Il Profeta – Criminali si Diventa!

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 19/03/2010
GENERE: Drammatico
REGIA: Jacques Audiard
SCENEGGIATURA: Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Abdel Raouf Dafri, Nicolas Peufaillit
ATTORI: Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Reda Kateb, Hichem Yacoubi, Gilles Cohen, Pierre Leccia, Jean-Philippe Ricci, Antoine Basler, Leïla Bekhti.

FOTOGRAFIA: Stéphane Fontaine
MONTAGGIO: Juliette Welfling
MUSICHE: Alexandre Desplat
PRODUZIONE: Chic Films, Page 114, Why Not Productions
DISTRIBUZIONE: BIM Distribuzione
PAESE: Francia 2009
DURATA: 149 Min
FORMATO: Colore 

Sito Italiano
 
 
Trama:  
 
Condannato a sei anni di prigione, Malik Ed Djebena non sa né leggere né scrivere. Fin dal suo arrivo, con i suoi 18 anni, è il più giovane e fragile dei detenuti del carcere. Rapidamente finisce sotto il giogo di un gruppo di detenuti corsi che fanno il bello e il cattivo tempo nell'istituto. Il ragazzo impara rapidamente e dopo alcune "missioni" portate a termine, si conquista la fiducia dei corsi. Ma altrettanto rapidamente, Malik utilizza la sua intelligenza per sviluppare discretamente la sua rete di interessi. 
 

Commento:

Il ritorno di Jacques Audiard a quattro anni dal bellissimo “Tutti i battiti del mio cuore" (2005) conferma quanto di buono visto in chiave registica e di scrittura da parte del registra transalpino. Non ci troviamo di fonte al suo capolavoro tuttavia siamo al cospetto di un film potente, crudo e secco nella messa in scena che soffre in parte della produzione ambiziosa e di qualche taglio mancato in chiave di montaggio. 
 
 
Audiard sa dosare il racconto di questo “Romanzo Criminale alla Parigina” dal fascino irrefrenabile per l’incredibile ascesa al potere del crimine del giovane e inesperto “Malik El Djebena”. Un film sulle carceri parigine di oggi che si tiene alla larga dal fare politica o denuncia. Quasi un ritorno alle origini del polar francese con i suoi personaggi caratterizzati in modo impeccabile dove violenza e etica ben si amalgamano alle spoglie e grigie pareti galeotte. Bande contro come da tradizione carceraria sono il fulcro portate di una pellicola che fa della lingua parlata, nei mezzi di comunicazione come i gesti e le parole la prima tecnica di sopravivenza. 
 
 
Un romanzo di formazione criminale per il perfetto boss, romanzato che tanto piace al pubblico moderno. Formidabile la coppia protagonista, Tahar Rahim (Malik) bravo nel dosare espressivamente le paure e le gioie come lo stupore per il primo viaggio in aereo del giovane protagonista. Cattivissimo e borbottante il boss malavitoso César Luciani interpretato da un convincente e folle Niels Arestrup. Ricco di violenza fisica e verbale, è un concentrato adrenalinico e strategico di tecniche di sopravivenza dove il più furbo mangia il più forte. Il nuovo avanza ispirato dal vecchio. Da evitare doppiato in italiano. Da non perdere!


Pro.
Cinico, infame e Violento.
Ottime interpretazioni.

Contro.
Qualche taglio in chiave di montaggio poteva giovare.
 




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