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mercoledì 4 aprile 2012

Magnifica Presenza – Finzione o Realtà

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 16/03/2012
GENERE: Commedia, Drammatico
REGIA: Ferzan Ozpetek
SCENEGGIATURA: Federica Pontremoli
ATTORI: Elio Germano, Margherita Buy, Paola Minaccioni, Giuseppe Fiorello, Vittoria Puccini, Andrea Bosca, Alessandro Roja, Claudia Potenza, Gea Martire, Monica Nappo, Bianca Nappi, Platinette, Massimiliano Gallo, Anna Proclemer, Cem Yilmaz, Ambrogio Maestri, Matteo Savino, Giorgio Marchesi, Gianluca Gori, Eleonora Bolla.

FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi
MONTAGGIO: Walter Fasano
MUSICHE: Pasquale Catalano
PRODUZIONE: Fandango e Faros Film con Rai Cinema
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia 2012
DURATA: 105 Min
FORMATO: Colore

Sito Ufficiale

Trama:

Pietro, 28 anni, arriva a Roma dalla Sicilia con un unico grande sogno, fare l'attore. Tra un provino e l'altro sbarca il lunario sfornando cornetti tutte le notti. E' un ragazzo timido, solitario e l'unica confusionaria compagnia è quella della cugina Maria, apprendista avvocato dalla vita sentimentale troppo piena.Dividono provvisoriamente lo stesso appartamento legati da un rapporto di amore e odio in una quotidianità che fa scintille. Ma arriva il giorno in cui Pietro trova, finalmente, una casa tutta per sé, un appartamento d'epoca, dotato di un fascino molto particolare e Pietro non vede l'ora di cominciare la sua nuova esistenza da uomo libero. La felicità dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti. E' chiaro che qualcun altro vive insieme a lui. Ma chi?


Commento:

Liberamente ispirato all’esperienza di un amico del regista che viveva in un appartamento infestato da presenze paranormali, presumibilmente madre e figlia morte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il film vive e respira tra i ricordi e racconti del tempo. Tempo che da sempre è una parte fondamentale della filmografia del regista di origini turche. Il legame tra passato e presente o il rifiuto per la morte sono componenti centrali delle sue opere.  L’alternanza tra realtà e finzione tra passato e presente si riflettono tra loro come in teatro. Un omaggio a Pirandello e allo spirito del teatro. 


Protagonisti di questa commedia corale sono Pietro Ponte (Elio Germano) ragazzo omosessuale vittima della sua grande sensibilità e la Compagnia Teatrale Appolonio (Margherita Buy, Vittoria Puccini, Giuseppe Fiorello etc.) scomparsa misteriosamente nel 1943 per cause ignote.  Emozioni e passioni umane sono veicolate in questo incontro surreale tra Pietro e un cast di attori che non hanno la consapevolezza della loro morte o quanto meno non vogliono riconoscerla. Le fragilità umane e le diversità vengono a galla in questa lotta contro la solitudine di Pietro che rivendica il suo essere sensibile e cerca il suo posto nel mondo.  


Tutti i personaggi del film ruotano come sempre intorno alla vita del protagonista, permane  in esso una forte nostalgia del presente che strizza l’occhio al passato.  Sogni da realizzare, aspettative, illusioni, realtà, finzione. La bellezza dell’arte vista e dell’immortalità perché “l’arte sopravive a tutto”. Per molti versi il film riporta alla mente “The Artist” per le sue atmosfere ma anche e soprattutto l’ultimo W.Allen  “Midnight in Paris” con il suo svilupparsi tra presente e passato, tra sogno e realtà. Una commedia nostalgicamente emotiva tecnicamente ben realizzata e interpretata in modo perfetto da Elio Germano nei panni di questo giovane emigrante che lontano da casa è alla ricerca dei propri sogni.


Maniaco della perfezione e della propria sensibilità è un personaggio destinato a diventare una magnifica presenza. Bravi naturalmente anche tutto il resto del cast. Un film che va guardato in tutte le sue molteplici sfumature, come il rapporto d’amore tra i due cugini o le molteplici citazioni alla settima arte dove si segnala tra i tanti una Platinette senza trucco, in arte colonnello Kurtz, alla guida di un esercito di transessuali. Colonna sonora azzeccattissima. Profondo e con un delicato tono di leggerezza tra realtà e l’immaginario, sa conquistare. Mi aspettavo il classico film di Ozpetek farcito dai vari sentimentalismi di cartello che non mancano ma solo trasmessi da una originalità di fondo. Una Magnifica Sorpresa.


Pro.
Atmosfera surreale appagante.
La conferma di Elio Germano.
Colonna Sonora.
 

Contro.
Nella sua semplicità nasconde dei riferimenti nascosti all’occhio poco sensibile dal punto di vista cinematografico.
Può sembrare un film da poche pretese, non lo è.
Allen è arrivato prima.




 

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