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giovedì 28 giugno 2012

Paura 3D – Un passo avanti e dieci indietro.

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 15/06/2012
GENERE: Horror
REGIA: Marco Manetti, Antonio Manetti
SCENEGGIATURA: Marco Manetti, Antonio Manetti
ATTORI: Peppe Servillo, Lorenzo Pedrotti, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Claudio Di Biagio.

FOTOGRAFIA: Gianfilippo Corticelli
MONTAGGIO: Federico Maria Maneschi
MUSICHE: Pivio
PRODUZIONE: MANETTI bros. Film
DISTRIBUZIONE: Medusa Film
PAESE: Italia 2012
DURATA: 108 Min
FORMATO: Colore 3D e 2D
VISTO CENSURA: VM14

Sito Ufficiale


Trama:

Ci sono occasioni nella vita che sarebbe meglio non cogliere. Marco, Simone e Ale sono amici da un sacco di tempo, vivono tutti in un quartiere nella periferia di Roma dove non succede mai niente. I ragazzi si ritrovano in mano le chiavi di una bellissima villa fuori città. E' la villa del Marchese Lanzi, che sarà via per tutto il fine settimana. Il Marchese è un tipo strano, un ricchissimo collezionista d'auto d'epoca, cliente dell'officina dove lavora Ale. I tre ragazzi non resistono e si tuffano senza limiti nel lusso della villa. Ma c'è un'unica cosa che non dovrebbero fare: andare in cantina...


Commento:

Tra Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e la volontà di omaggiare il cinema di genere italiano di un tempo i fratelli Manetti realizzano il primo vero film in 3D nostrano dell’era moderna dopo l’indecente proposta di Ezio Greggio (Box Office 3D). Tecnicamente parlando l’effetto tridimensionale è discretamente realizzato (ogni tanto si avverte qualche effetto di ghosting) grazie al girato realizzato con un camera digitale in tre dimensioni. Con un buon uso delle musiche, cerca suo malgrado di creare tensione nello spettatore sfruttando i canonici luoghi comuni del genere, ormai retaggio storico di ogni spettatore che si rispetti. 


Senza strafare e senza proporre poi troppo gore e splatter, in molti dopo il trailer si aspettavano una sorta di Hostel al italiana, il film risulta sufficientemente realizzato per buona parte della sua durata. Naturalmente questo aspetto va valutato chiudendo almeno un occhio, se non tutti e due, sulla reale difficoltà di proporre attori credibili (salvo  Peppe Servillo) e l’impossibilità anche voluta di rivitalizzare con qualche trovata un prodotto mediocremente realizzato, direi quasi casareccio.


La costruzione degli orrori è veramente mal gestita e l’empatia dello spettatore e ridotta ai minimi termini. Il richiamo all’ “Orco Insabbia” racconto tratto dai “Racconti Notturni” di Hoffaman, storia per far insorgere il sentimento del sinistro, portata ad esempio anche nel saggio “Il perturbante” di Sigmund Freud, serve agli autori come apri pista e vorrebbe quasi giustificare gli orrori più comici che paurosi che da quel momento in poi saranno mostrati a schermo. 

 

Buona la realizzazione degli effetti speciali “retrò” di Sergio Stivaletti. Il finale delirante rovina quel poco di salvabile nel film. Riallacciandomi al preambolo che ho scritto sul commento di “Quella casa del Bosco”, continuo senza riserve ad affermare che bisogna saper distinguere tra omaggio e citazione, fatta bene o fatta male. Qui è “Male”. Paura e Terrore si, per questa ennesima caduta di stile del cinema italiano. 



Pro.
L’ambiguità del personaggio di Peppe Servillo.
Discreta la realizzazione in 3D.
 

Contro.
Pieno di cadute di stile e retaggio retorico del genere.
Finale delirante/allucinante inutile.





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