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lunedì 23 maggio 2011

The Tree of Life - Un Viaggio per la Vita

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 18/05/2011
REGIA: Terrence Malick
SCENEGGIATURA: Terrence Malick
ATTORI: Sean Penn, Brad Pitt, Joanna Going, Fiona Shaw, Tom Townsend, Jessica Chastain, Jackson Hurst, Crystal Mantecon, Lisa Marie Newmyer, Pell James, Tamara Jolaine, Jennifer Sipes, Will Wallace

FOTOGRAFIA: Emmanuel Lubezki
MONTAGGIO: Hank Corwin, Jay Rabinowitz, Daniel Rezende, Billy Weber
MUSICHE: Alexandre Desplat
PRODUZIONE: Plan B Entertainment, River Road Entertainment
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: USA 2011
GENERE: Drammatico
DURATA: 139 Min
FORMATO: Colore 1.85 : 1


Palma d'Oro per il miglior film al Festival di Cannes 2011

Trama: 

E' la storia di una famiglia del Midwest negli anni cinquanta attraverso lo sguardo del figlio maggiore, Jack, nel suo viaggio personale dall'innocenza dell' infanzia alle disillusioni dell' età adulta in cui cerca di tirare le somme di un rapporto conflittuale con il padre (Brad Pitt). Jack - che da adulto è interpretato da Sean Penn - si sente come un'anima perduta nel mondo moderno che vaga nel tentativo di trovare delle risposte alle origini e al significato della vita, tanto da mettere in discussione anche la sua fede.


Commento:

Quanto scritto di seguito è una mia personalissima analisi e chiave di lettura! Per un film colmo di sfaccettature spirituali e simboliche; data la sua complessità non mi sento di affermare che la mia visione delle cose sia corretta. Non sono uno studioso di spiritualità o simbolismo . ANALIZZO E RACCONTO PARTI DEL FILM QUINDI SE VOLETE EVITARE SPOILER………….Evitate^^



Possibile chiave di visione:

Le informazioni dei veri/presunti visitatori dell’Aldilà (coloro che hanno avuto esperienze di premorte (NDE)) sono quasi tutti concordi sulla complessità di un mondo con vari livelli di sviluppo, dove il defunto si ritrova nel luogo a lui più affabile circondato dai suoi familiari e persone che hanno segnato la propria esistenza non necessariamente l’ultima vissuta. Un mondo senza spazio o tempo dove le persone assumono l’aspetto più familiare! In questo passaggio il defunto ripercorre tutti gli aspetti della sua vita (Positivi/Negativi) e ne comprende il senso. “Ora tutto mi è chiaro! Ora capisco tutto!” sono più o meno le parole che Jack (Sean Penn) sostiene nel suo viaggio! Perché questo è uno dei tasselli fondamentali che vanno affrontati per approcciarsi alla pellicola! Jack è morto e questo è il suo viaggio per capire l’essenza della vita!


 

Un artista dietro la macchina da presa:

Terence Malick è da sempre uno degli artisti più importanti della settima arte. Sono pochi gli autori che in ogni film lasciano una macchia indelebile nella meravigliosa storia del cinema! E’ un vero genio della settima arte! L’albero della vita (traduzione letterale italiana) ne è la conferma. Una regia perfetta priva di sbavature dove colonna sonora (importantissima) e immagini fanno da cornice a una fotografia incantevole. Immagini che all’occhio meno avvezzò a un cinema alla rincorsa del indefinito, possono sembrare fine a se stesse. Sbagliato! Esse sono l’apice di un triangolo personale e soggettivo che racchiudono l’essenza della vita. Rappresentazioni da ammirare per meditare a mente aperta lì dove il senso è logico, è possibile . Tutto può trovare una sua collocazione. Possiamo dare una visione così personale della pellicola da formare con essa lo specchio della nostra anima. Malick rende in essa anche un esplicito omaggio a un altro sommo maestro: “Stanley Kubrick” rappresentando con una creazione della vita simile a 2001 Odissea nello spazio. Attenzione questo aspetto non è un termine di paragone. I due film sono simili solo esteticamente.



Una testimonianza di vita come lascito:

La vita della famiglia O’Brien ambientata nel Midwest americano degli anni 50, fa da sfondo a una visione di un mondo sempre più in declino. La storia vede la crescita dell’undicenne Jack nel suo personale percorso evolutivo. Inizialmente tutto è così meraviglioso agli occhi del piccolo, ma ben presto si troverà sospeso tra due visioni. Quella materna fatta di amore e misericordia e quella paterna fatta di regole inflessibili per sopravvivere. Ognuno dei 2 genitori ama visceralmente il proprio bambino, ma conciliare i due aspetti di vita farà di Jack un anima persa nel mondo moderno. Tutto diventa un angosciante labirinto che lo vede alla ricerca di se stesso. La vita di Jack viene raccontata con un susseguirsi di immagini che si rincorrono tra di loro legate da un unico filo conduttore: la vita in tutti i sui aspetti attraverso l’amore. Un pretesto per mostrare allo spettatore un mondo sempre più chiuso dalla sue regole violente, alla ricerca della sopravivenza solitaria e appagante. Una sopravivenza strozzata in una rappresentazione di grandi palazzi di cemento che hanno ostruito con la loro imponenza la bellezza del pianeta. Pensare che questo ne è solo un frammento!




Tanta ciccia al fuoco:

Ogni vita prede forma da un unione di due entità. Non c’è vita senza unione. Immagini che si susseguono mostrano in più di un occasione l’unione di elementi . Tra i tanti quello di liquidi che tra loro si uniscono per formare qualcosa di più grande. Oppure la sequenza separate tra loro di 2 Ittiopsidi uno che ricorda una vagina e uno un pene! Malick manda anche messaggi chiari! Chiuso in grattacielo di cemento il Jack adulto (Sean Penn) si lamenta di come il mondo sia arrivato alla deriva. Siamo tutti così egoisti, così privi di amore verso il prossimo!



Il film cambia registro e ci mostra una nuova creazione del mondo azzerando tutto. Un nuovo inizio dove un dinosauro predatore rinuncia alla sua vittima trovata già sofferte a terra. Cornice che può tranquillamente testimoniare l’umiltà del cacciatore nei confronti di una vittima designata, eppure possiamo anche leggere in ciò l’onore nei confronti del suo essere predatore! Quando nel mondo moderno il potente si ferma davanti a nulla per di raggiungere il proprio scopo?? Mai! L’umiltà non è una delle più grosse carenze di questo mondo?? 


Il registra mostra incessantemente una serie di denuncie velate e non in un mondo sempre più alla ricerca di benessere personale e sempre meno rivolto verso il prossimo. Una consapevolezza e idea che lo ha reso per sua volontà uno registi più isolati dallo star-system Hollywoodiano e non. Naturalmente questa è solo una minima parte delle denuncie che la pellicola muove al mondo! C’è però un massaggio diretto che ci tiene a diffondere: L’amore è il motore della vita, senza di esso non siamo nulla. Spesso abbiamo tutto quello che ci serve per vivere, ma siamo troppo distratti dal nostro appagamento superficiale per capirlo.



Conclusioni:

Un film da guardare e riguardare anche per ammirare le bellissime interpretazioni dei protagonisti. Un encomio particolare per Brad Pitt per aver creduto nel progetto anche nelle vesti di produttore!




Un Capolavoro difficilmente apprezzabile da tutti, minato dalla sua poca accessibilità! Tuttavia ne fa di esso il degno traino per chiamare il cinema: La Settima Arte!

Pro. 
E' la Settima Arte.

Contro.
Difficilmente apprezzabile da tutti.
Minato dalla sua poca accessibilità.












 

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