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venerdì 29 giugno 2012

L’amore dura tre anni – “Amare qualcuno che vi ricambia è narcisismo”

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 29/06/2012
GENERE: Commedia, Sentimentale
REGIA: Frédéric Beigbeder
SCENEGGIATURA: Frédéric Beigbeder, Christophe Turpin, Gilles Verdiani
ATTORI: Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Joey Starr, Elisa Sednaoui, Valérie Lemercier, Jonathan Lambert, Frédérique Bel, Nicolas Bedos, Bernard Menez, Anny Duperey, Thomas Jouannet, Christophe Bourseiller.

FOTOGRAFIA: Yves Cape
MONTAGGIO: Stan Collet
MUSICHE: Martin Rappeneau
PRODUZIONE: The Film, AKN Productions, EuropaCorp, France 2 Cinéma, Scope Pictures
DISTRIBUZIONE: Moviemax
PAESE: Francia 2012
DURATA: 98 Min
FORMATO: Colore

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Soggetto tratto dal libro omonimo Scritto dallo stesso regista


Trama: 

Marc Marronier è un critico letterario di giorno e un cronista mondano di sera con una visione disincantata dell'amore: come molte cose nella vita, secondo Marc, anche l'amore ha una data di scadenza, può durare al massimo tre anni, ossia il tempo esatto che ha impiegato il suo matrimonio per andare allo sfascio. Nonostante questo Marc non può evitare di innamorarsi della splendida Alice in attesa che lo scoccare del terzo anno ponga la parola fine anche a questa storia.
  

Commento:

Opera prima alla regia per Frédéric Beigbender, autore anche della sceneggiatura e dell’omonimo romanzo da cui è tratto il film. Commedia romantica che cerca di mescolare con  modesti risultati purtroppo, lo stile letterario dell’autore e le tempistiche del cinema moderno. Un lavoro autobiografico nato dalla penna di un uomo in preda alla difficile situazione di esorcizzare il suo dolore per la conclusione di un amore. Se l’amore dura tre anni il film dura anche troppo per racchiudere in se una serie di banalità e conclusioni sconsiderate vere e presunte sul reale significato dell’alchimia fisica e sentimentale motore del mondo. Alla fine del film non ci sarà una risposta se non quella che l’amore dura solo quando è “vero”. 


Fortunatamente il linguaggio del film lascia ampio spazio a battute divertenti e irriverenti che ogni tanto spezzano la monotonia di un girato che vorrebbe essere ispirato ma che resta di per sé solo attanagliato ad una scopiazzatura generale di varie pellicole di successo. I due protagonisti Gaspard Proust e Louise Bourgoin (Adèle e l’enigma del faraone) emergono con la loro simpatia nella povertà dei dialoghi spesso veramente di basso profilo. Il lavoro di Beigbender possiede se non altro la volontà di non prende troppo sul serio i deliri post abbandono dello stesso autore. Un lavoro sentito che sciaguratamente soffre anche di inesperienza e della volontà di voler fare quasi tutto da solo. 


Mai come in questa stagione cinematografica siamo stati invasi da tantissime commedie transalpine in così poco tempo, le case di distribuzione italiane sono purtroppo ancora alla ricerca della nuova gallina dalle uova d’oro dopo il clamoroso successo di “Quasi amici” tuttora nelle sale a distanza di ben quattro mesi dalla sua uscita (24 Febbraio). Tra pellicole valide e altre poco ispirate la commedia francese naviga da sempre tra alti e bassi produttivi. Questa volta sono i bassi.

 


Pro. 
 Idea non originale ma simpatica.
 

Contro.   
Spesso banale e scontato.
Soffre l’inesperienza del suo autore.




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