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martedì 14 agosto 2012

Bed Time – Lo Stalker d’appartamento.

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 27/07/2012
GENERE: Thriller
REGIA: Jaume Balagueró
SCENEGGIATURA: Alberto Marini
ATTORI: Luis Tosar, Marta Etura, Alberto San Juan, Iris Almeida, Carlos Lasarte, Pep Tosar, Petra Martínez, Tony Corvillo
FOTOGRAFIA: Pablo Rosso
MONTAGGIO: Guillermo de la Cal
MUSICHE: Lucas Vidal
PRODUZIONE: Filmax Entertainment
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
PAESE: Spagna 2012
DURATA: 102 Min
FORMATO: Colore 

Sito Italiano
 
 
Trama: 
 
Cesar lavora come portiere in un palazzo di Barcellona. Non sa cosa sia la felicità e si accontenta di trovare le sue ragioni di vita giorno dopo giorno. Affronta il suo lavoro quotidiano praticamente ignorato dagli inquilini del palazzo, ma lui li osserva attentamente. Conosce i dettagli più intimi delle loro vite, sa tutto di loro, specialmente di una di loro. Clara è una giovane donna spensierata e contenta, che vede sempre il lato positivo nelle cose. In Clara ha trovato la vittima perfetta...


Commento:

Nella minestra sempre più riscaldata di Thriller/Horror della cinematografia mondiale, l’industria in celluloide iberica si colloca sicuramente tra le più fresche e sperimentali di questi ultimi anni. L’ultimo lavoro di Jaume Balaguerò autore di pellicole come "Fragile" e "Rec" conferma questa teoria.  Un thriller semplice nella sua impostazione, poco incline alla violenza visiva (salvo una sola scena) e completamente devoto alla durezza e cattiveria psicologica del suo protagonista.  Cesar (Luis Tosar) è un portiere di uno stabile di Barcellona, vive una doppia vita. Nel pubblico è un correttissimo e gentile portiere con i condomini, nel privato si trasforma in un ferocissimo e psicopatico stalker d’appartamento. 
 
 
Odia profondamente Clara (Marta Etura) inquilina del palazzo in cui lavora. La detesta non per screzi personali bensì per il suo essere sempre solare e sorridente, il che gli crea una profonda sensazione di odio e disgusto. Per Cesar la felicità non esiste, vive nella mancanza di pensieri positivi, nella disperazione di vivere nella propria oscurità.  Non ci sono ragioni di vita per lui se non quella di desiderare lo stesso male per chi lo circonda. Con questo desiderio renderà la vita di Clara un inferno.  Un predatore d’appartamento che gioca con la sua preda fino al riuscitissimo e crudo finale.  
 
 
Un film cattivo come detto più negli intenti che nell’aspetto visivo. Ben organizzato grazie ad una sceneggiatura che con qualche forzatura è comunque caratterizzata da personaggi di contorno che respirano in tono minore la capacità nell’essere crudele del protagonista: il vecchio che piantona Carlos, la bambina maleducata e bugiarda, il padre burbero, la madre di Carlos immobile in un letto d’ospedale. Si respira cattiveria. 
 
 
La regia del regista spagnolo è come sempre fredda, con un ritmo tagliente che gioca con gli stacchi e i tempi come una lama tagliente.  Ottime le interpretazioni soprattutto per Luis Tosar ("Cella 211") perfetto nel ruolo del maniaco sociopatico. Commento musicale appena discreto. Psicologicamente inquietante, la paura nascosta nel quotidiano.


Pro.   
Espediente narrativo vincente.
Luis Tosar in grande forma.
Finale infame riuscito.

Contro.
 
Commento sonoro sotto tono.
Qualche forzatura nella sceneggiatura.


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