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venerdì 25 novembre 2011

Il Costo della Vita - Prelibatezze d’oltralpe

Giudizio Film 
USCITA CINEMA: 26/03/2004
REGIA: Philippe Le Guay
SCENEGGIATURA: Philippe Le Guay, Jean-Francois Goyet
ATTORI: Fabrice Luchini, Vincent Lindon, Géraldine Pailhas, Isild Le Besco, Lorànt Deutsch, Claude Rich, Camille Japy, Catherine Hosmalin, Michel Vuillermoz, Bernard Bloch, Jean-Claude Leguay, Fabien Béhar.

FOTOGRAFIA: Laurent Machuel
MONTAGGIO: Martine Giordano
MUSICHE: Philippe Rombi
PRODUZIONE: LES FILMS DES TOURNELLES, PATHE' RENN PRODUCTIONS, M6 FILMS, GIMAGES, GIMAGES 6, NATEXIS BANQUES POPULAIRES IMAGES 3
DISTRIBUZIONE: ISTITUTO LUCE (2004)
PAESE: Francia 2003
GENERE: Commedia
DURATA: 100 Min
FORMATO: Colore


Trama:

I destini di una serie di personaggi legati al denaro per un motivo o per l'altro si intrecciano a Lione. Tra loro c'è un irriducibile taccagno, un ristoratore generoso, una donna decisa a far pagare gli uomini, un imprenditore che dopo un infarto vuole svendere le sue proprietà e una giovane ereditiera in cerca d'amore... Da dove nasce il nostro rapporto con il denaro, l'essere avidi o prodighi? Forse non si parla di soldi ma di amore.



Commento (di BettyBoy):

Frequentemente la cinematografia francese ci delizia con le sue idee originali ed eleganti, il film di Le Guay ne è un meraviglioso esempio. Tutti i numerosi personaggi ruotano, in una perfetta armonia, intorno al sempre più difficile rapporto con il denaro tratteggiato in tutte le sue declinazioni. L’avaro cronico, di soldi e sentimenti, con problemi intestinali e relazionali, il tenero ristoratore che spende patologicamente i soldi nel tentativo di comprarsi costantemente amore e rispetto, la giovane milionaria oppressa dalla pesante eredità, l’imprenditore in pensione che riformula le scelte di tutta la sua vita, l’allegra madre single licenziata da poco che trova mezzi creativi per arrivare a fine mese. Vivamente consigliato per concedersi un paio d’ore di piacevolezza senza rinunciare a un’ interessante riflessione sulle schiavitù dei nostri giorni ma anche su come costruiamo la nostra identità, al senso delle nostre vite e delle relazioni umane. Un raffinata prelibatezza, come il gattuccio al vino tanto decantato in tutta la pellicola. (by BettyBoy)



Pro.
Comicità raffinata e intelligente.
Bella prova di Vincent Lindon.

Contro.
Da evitare se si cerca un divertimento senza pensieri, il film di pensieri ne lascia molti in testa.



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